MAROCCO DOSSIER

Elezioni 2015: Illustrazione dell’eccezione marocchina

Le elezioni del 4 settembre 2015: Illustrazione dell’eccezione marocchina

Le elezioni regionali e comunali del 4 settembre rappresentano una perfetta illustrazione dell’eccezione democratica marocchina, nella misura in cui lo scrutinio, svoltosi in presenza di osservatori nazionali ed internazionali, costituisce una tappa importante nel processo di democratizzazione che non cessa di rafforzarsi in un clima di pace e di serenità.

Queste elezioni hanno permesso agli elettori di scegliere i loro rappresentanti in seno ai comuni e consigli regionali, e sostenere il cantiere della democrazia locale partecipativa e della regionalizzazione avanzata, intrapresa dal nostro Paese.

Le elezioni locali e regionali, sono l’emanazione di una visione che Sua Maestà il Re Mohammed VI non ha smesso di esprimere dalla Sua ascesa al Trono, in previsione di una decentralizzazione riuscita di un sistema di governance in cui l’elemento umano è al contempo motore e fine ultimo, in un contesto segnato dalla piena adesione della pluralità nazionale a tale progetto di società autenticamente marocchino.

La leadership innovatrice e lungimirante di Sua Maestà il Re ha permesso, attraverso tale consultazione diretta, di consolidare il processo democratico del Regno illustrando l’impegno del Paese a favore della modernità, del pluralismo politico e dell’apertura economica.

Nel contesto geopolitico che conosce la regione, le elezioni del 4 settembre consacrano il carattere irreversibile del processo democratico che ha permesso al Regno di costruire uno Stato democratico moderno, aperto al mondo e rispettoso dei valori e delle virtù dei diritti umani. Tale processo s’inserisce nella continuità logica delle scelte irreversibili operate dal Marocco dall’accesso all’indipendenza, quando il Regno ha scelto il campo della modernità, del pluralismo politico e dell’apertura economica, mentre altri hanno optato per il partito unico e l’economia gestita.

Questa eccezione marocchina è stata constatata da numerosi osservatori come il professore e ricercatore britannico Gallen Brook Harrison, il quale sostiene che “Tutti i Paesi della regione seguono molto da vicino la situazione politica in Marocco, l’esperienza democratica partecipativa che emerge nel Regno in cui si mescolano armoniosamente modernismo e tradizioni”. Il professor Harrison stima che le elezioni del 04 settembre costituiscono  “un’esperienza maggiore per la democrazia marocchina” ed “una vittoria per tutto il Marocco che approccia l’avvenire con fiducia sotto la guida di SM il Re Mohammed VI”.

Posta in gioco e svolgimento del voto  del 4 settembre 2015

Le elezioni comunali e regionali, tenutesi nel quadro della realizzazione delle diposizioni della nuova Costituzione del 2011, hanno un carattere cruciale per la consacrazione della democrazia locale e della regionalizzazione avanzata.

L’importanza di questo scrutinio deriva dalle nuove prerogative accordate alle regioni che disporranno di poteri e mezzi finanziari maggiori.

I partiti politici considerano queste elezioni come una tappa importante nella misura in cui esse favoriranno la nascita di un nuovo metodo di sviluppo che concepisce la regione come unico spazio nelle sue dimensioni urbana e rurale, nelle sue componenti umane e nelle sue importanti risorse finanziarie.

La nascita di questo nuovo metodo di sviluppo sarà accompagnata dall’apparizione di nuove classi politiche, considerato che il 70% dei candidati si sono presentati per la prima volta. La parte dei candidati di età inferiore ai 35 anni ha raggiunto il 30% circa del totale delle candidature. Questo voto ha costituito un passo qualitativo verso il rafforzamento della rappresentanza femminile nei consigli eletti con 6.673 seggi ottenuti dalle donne in occasione delle elezioni dei consigli comunali, ossia quasi il doppio del numero di seggi vinti all’epoca dello scrutinio del 2009.

Il tasso di partecipazione a questo scrutinio, che ha raggiunto il 53,67%, traduce l’adesione e il forte interesse dei cittadini per la gestione degli affari locali riguardanti la loro vita quotidiana. L’esperienza marocchina in materia di democrazia locale si erge, ormai, a modello in una regione scossa da conflitti sociopolitici e confrontata alle sfide dello sviluppo.

Malgrado la preponderanza delle questioni locali e regionali, l’aspetto politico era assai presente in questa votazione, tenuto conto della concorrenza tra i partiti politici per la gestione dei consigli comunali e regionali e della loro ambizione nel realizzare dei risultati positivi in occasione di tale voto.

 

Corollario dello scrutino del 4 settembre 2015

  • Fare del modello marocchino una lezione di democrazia

Le elezioni comunali e regionali del 4 settembre sono in linea diretta con la realizzazione della “volontà inedita di Sua Maestà il Re Mohammed VI di fare del modello marocchino una lezione di democrazia e di libertà nella pace e nella stabilità”.

Al di là della concorrenza tra i partiti politici, l’essenziale sta nella visione e nella realizzazione di una regionalizzazione avanzata di Sua Maestà il Re, definita nel Suo Discorso alla Nazione del 20 agosto 2015, come un “vero e proprio pilastro del Marocco, dell’unità nazionale, dell’integrità territoriale, della solidarietà inter-categoriale, della complementarità e dell’equilibrio interregionali”.

  • Un progresso nel processo di regionalizzazione avanzata iniziato da Sua Maestà il Re

Le elezioni comunali e regionali sono un progresso nel processo di regionalizzazione avanzata iniziato da Sua Maestà il Re Mohammed VI in grado di permettere alle collettività locali di svolgere pienamente il loro ruolo nello sviluppo economico e sociale del Regno.

Con la regionalizzazione avanzata, le dodici regioni del Regno devono diventare dei motori essenziali del’economia marocchina. Spetta ai nuovi eletti il compito di perseguire l’obiettivo prioritario di rafforzare la parte delle collettività territoriali nello sviluppo globale della nazione elaborando dei piani d’azione dei comuni e dei programmi di sviluppo regionale che siano in armonia.

Le province del sud hanno registrato i tassi di partecipazione più elevati, il che indica la forte adesione degli elettori e il loro coinvolgimento nella vita politica nazionale. Nelle tre regioni del Sahara, le personalità elette sono tutte originarie della regione. Un ex membro del Polisario è stato eletto Presidente della regione di Dakhla-Oued Eddahab.

La realizzazione della regionalizzazione avanzata è il preludio alla soluzione politica per una soluzione definitiva della Questione Nazionale sulla base dell’Iniziativa marocchina per la negoziazione di uno statuto d’autonomia della regione del Sahara.

Presenza di Oltre 4.000 osservatori

Il numero degli osservatori che hanno seguito questa operazione elettorale ha raggiunto la cifra di 4.024 persone, di cui 3.425 appartenenti alle associazioni ed organizzazioni nazionali e 474 facenti parte del Consiglio Nazionale dei Diritti Umani, oltre a 125 osservatori stranieri”.

Questi osservatori hanno coperto i seggi elettorali a livello di tutte le province e prefetture del Regno”.

Gli osservatori sono stati unanimi nel riconoscere che lo scrutinio si è svolto in perfette condizioni di trasparenza e di regolarità. Il Consiglio Nazionale dei Diritti Umani sottolinea che le elezioni si sono svolte in un “ clima che ha offerto le garanzie essenziali di libertà, sincerità e trasparenza”.

La regolarità e la trasparenza dello svolgimento dello scrutinio sono state riconosciute da diverse Potenze straniere. Così , alla chiusura dei seggi elettorali, il Dipartimento di Stato ha reagito plaudendo a “un passo significativo e positivo in avanti, nel quadro degli sforzi del governo del Marocco mirati alla decentralizzazione e a un maggior avvicinamento ai cittadini”. In tale quadro Washington ha ribadito la disponibilità “a sostenere gli sforzi del Marocco in materia di sviluppo democratico continuo, attraverso delle riforme costituzionali, giudiziarie e politiche”.

La Francia ha plaudito al buono svolgimento delle elezioni comunali e regionali in Marocco. “La partecipazione in aumento costituisce un nuovo segno del dinamismo democratico marocchino”, ha indicato un comunicato del Quai d’Orsay.

Attraverso la sua delegazione nel Regno e riconoscendo “gli sforzi importanti dispiegati dall’amministrazione pubblica in termini di sensibilizzazione degli elettori e di comunicazione”, l’Unione europea (UE) si congratula con il Consiglio Nazionale dei Diritti Umani per il  buono svolgimento delle elezioni comunali e regionali che “costituiscono una tappa importante nella realizzazione delle diposizioni della Costituzione del 2011 relative alle collettività territoriali e alla democrazia partecipativa”.

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