MAROCCO NEWS

41° anniversario della Marcia Verde

7 novembre 2016

“Lode a Dio, Pace e salute sul Profeta, sulla Sua Famiglia e i Suoi Compagni.

Caro popolo,

Nel rivolgermi a te oggi, in occasione del quarantunesimo anniversario della Marcia Verde, dalla città di Dakar, capitale della Repubblica sorella del Senegal, so che non sarai sorpreso da una tale decisione.

In effetti, il Senegal è tra gli Stati che hanno partecipato a questa epopea nazionale, accanto ad altri Paesi africani e arabi.

Questo Paese che ci è così caro, è sempre stato in testa ai difensori dell’integrità territoriale e degli interessi superiori del Regno.

E ancora di più, ha dimostrato con i fatti e le parole, in diverse occasioni, che considera la questione del Sahara marocchino come fosse la propria causa nazionale.

I Marocchini non dimenticheranno la sua posizione solidale coraggiosa, in occasione dell’uscita del Marocco dall’Organizzazione dell’Unità Africana nel 1984. In effetti, l’ex presidente, Abdou Diouf, aveva ritenuto impossibile concepire questa organizzazione senza il Marocco.

La stessa posizione era stata espressa all’epoca da molti Stati africani come la Guinea, il Gabon e l’ex Zaire.

Ho anche scelto il Senegal per il posto particolare che occupa in Africa, grazie al suo modello democratico storico, alla sua stabilità politica e sociale e al suo dinamismo economico.

A questo si aggiungono i rapporti di fratellanza, di solidarietà e di destino comune che uniscono, nel corso della storia, i popoli senegalese e marocchino, come un solo popolo, l’uno rappresentativo della naturale estensione dell’altro, in una singolare simbiosi tra due Paesi indipendenti, rispettosi delle loro reciproche specificità.

Caro popolo,

Se mi sono rivolto a te in questo stesso giorno dello scorso anno, da Laâyoune, nel Sahara marocchino, in merito all’Africa, mi rivolgo a te, ora, dal cuore dell’Africa, per parlare del Sahara marocchino.

Tale discorso, pronunciato in questa terra accogliente, traduce tutto l’interesse che nutriamo per il nostro continente.

La politica africana del Marocco non si limiterà all’Africa occidentale e centrale. Vigileremo piuttosto affinché essa abbia una portata continentale e che inglobi tutte le regioni dell’Africa.

E’ in questo contesto che abbiamo effettuato delle visite in Ruanda e in Tanzania, nonostante il fatto che le relazioni con i Paesi dell’Africa orientale non fossero sufficienti, non per negligenza o omissione, ma per motivi oggettivi come la lingua, la distanza geografica e le differenze di patrimonio storico.

Spinto da una volontà comune con le leadership forti di questi Stati, abbiamo deciso di imprimere una nuova dinamica alle relazioni economiche e politiche tra i nostri Paesi, dato il peso politico che rappresenta questa regione e il potenziale economico e i punti di forza strategici di cui dispone.

Ho dunque considerato opportuno, alla fine di questo tour inedito, condividere con te, caro popolo, i risultati di tali visite.

Le premesse dell’apertura su questo importante spazio africano sono emerse con la visita che Nostro fratello, Sua Eccellenza Paul Kagamé, Presidente della Repubblica del Ruanda, ha effettuato in Marocco nel mese di giugno.

Inoltre, la Nostra visita in Ruanda ha permesso di confortare questo orientamento, ponendo le basi per un partenariato promettente nei vari campi, e rendendo questo partenariato un asse fondamentale per lo sviluppo delle nostre relazioni con tale regione.

Per quanto riguarda il nostro viaggio in Tanzania, esso riflette la stima che nutriamo per il suo status regionale, la sua dimensione geografica e il suo peso demografico, nonché la nostra volontà di coordinamento con tale Paese sulle questioni regionali e internazionali.

Ho anche avviato dei contatti con le autorità della Repubblica di Etiopia, e inizieremo – se Dio vuole – una nuova tappa nelle nostre relazioni con essa.

Sarà, quindi, la prima parte del nostro tour in diversi Paesi dell’Africa sub-sahariana, sempre nel quadro del ritorno Marocco in questa istituzione continentale.

Caro popolo,

La reintegrazione da parte del Marocco dell’Unione africana non è una decisione tattica, né ha obbedito a calcoli congiunturali. E’ piuttosto la logica conseguenza di un’attenta riflessione.

E nell’annunciare il nostro ritorno, non chiediamo il permesso a nessuno per ottenere il nostro legittimo diritto.

In ogni caso, il Marocco è tornato per riprendere il suo posto naturale. Esso dispone di una schiacciante maggioranza per occupare la sua posizione nella famiglia istituzionale africana.

Il Marocco, che non interferisce nella politica interna dei Paesi e non segue una politica di divisione, è fiducioso che tutte le parti risponderanno, con tutta la saggezza necessaria e la piena responsabilità, a questa decisione, in modo tale da far prevalere l’unità dell’Africa e gli interessi dei suoi popoli.

Infatti tale decisione è il coronamento della nostra politica africana e dell’azione di solidarietà che il Marocco conduce sul campo con molti Paesi del continente per assicurargli la promozione dello sviluppo economico e umano, a servizio nel cittadino africano.

Oltre alla cooperazione bilaterale e con i gruppi regionali, questo ritorno permetterà al nostro Paese di essere coinvolto nelle strategie di sviluppo settoriali in Africa e di contribuire efficacemente in tal senso, arricchendole dell’esperienza singolare che il Marocco ha accumulato in molti settori.

Per quanto riguarda le questioni e i problemi principali, il ritorno del Marocco nella sua famiglia istituzionale lo porrà nella condizione di far ascoltare la voce del continente nelle sedi internazionali.

Gli permetterà anche di continuare e rafforzare il proprio impegno per trovare soluzioni oggettive a tali problemi, nel rispetto degli interessi e delle specificità dei popoli africani.

A questo proposito, abbiamo a cuore il fatto di continuare a contribuire al consolidamento della sicurezza e della stabilità in diverse regioni che vivono situazioni di tensione e di guerra, e di lavorare per la soluzione delle controversie con mezzi pacifici.

Questo ritorno sarà anche l’occasione, per il Marocco, per rafforzare il suo coinvolgimento negli sforzi continentali nella lotta all’estremismo e al terrorismo, che ipotecano il futuro dell’Africa.

Inoltre, siamo impegnati a condividere la nostra esperienza unica e riconosciuta a livello mondiale con i nostri fratelli africani, che sia nel campo della cooperazione per la sicurezza o in materia di lotta all’estremismo.

Per quanto riguarda la questione migratoria, il nostro Paese proseguirà i suoi sforzi per rimediare alle cause reali di questo fenomeno, collegandolo allo sviluppo e adottando un approccio umanitario e solidale, proteggendo i diritti degli immigrati e preservando la loro dignità.

Ben cosciente che l’Africa è tra le regioni più colpite dai cambiamenti climatici, abbiamo tenuto al fatto che la Conferenza sul clima, i cui lavori inizieranno questa settimana a Marrakech, sia una conferenza per l’Africa.

Inoltre, abbiamo esortato l’organizzazione di un vertice africano a margine della conferenza, al fine di sviluppare una visione comune per difendere le rivendicazioni del nostro continente, soprattutto per quanto riguarda il finanziamento e il trasferimento di tecnologie.

Caro popolo,

il ritorno del Marocco nella sua famiglia istituzionale continentale non cambierà nulla nelle nostre posizioni immutabili sull’identità marocchina del Sahara.

Piuttosto, ci permetterà di difendere i nostri diritti legittimi e di correggere le contro-verità spacciate dagli avversari della nostra integrità territoriale, in particolare nell’ambito dell’Organizzazione africana.

Ci adopereremo anche per contrastare le loro manovre finalizzate a coinvolgere questa Organizzazione nelle decisioni contrarie alle basi adottate dalle Nazioni Unite per la soluzione di questo conflitto regionale artificiale, e in contraddizione con le posizioni della maggioranza degli Stati del continente.

Caro popolo,

la nostra politica in Africa, grazie a Dio, ha dimostrato il suo successo iniziando a portare i suoi frutti, sia a livello di posizioni politiche sulla questione della nostra integrità territoriale, che in termini di rafforzamento della presenza economica del Marocco e dello sviluppo delle sue relazioni con i diversi Paesi del continente.

In effetti, oggi, il Marocco è una potenza politica influente e gode della stima e della credibilità non solo dei leader dei Paesi africani, ma anche dei loro popoli.

Aspiriamo ad una futura politica del governo globale ed integrata nei confronti dell’Africa, e che questa vi sia percepita come un insieme.

Ci aspettiamo anche dai ministri che attribuiscono all’Africa la stessa importanza che attribuiscono alle loro missioni e ai loro spostamenti nei Paesi occidentali.

Il Marocco ha bisogno di un governo serio e responsabile. Tuttavia, la formazione del prossimo governo non deve essere una questione di aritmetica, in cui si tratta di soddisfare i desiderata dei partiti politici e di costituire una maggioranza numerica, come se fosse la condivisione di un bottino elettorale.

Il governo riguarda piuttosto un programma chiaro e delle priorità definite riguardanti le questioni interne ed esterne, con l’Africa in primo piano. Un governo in grado di appianare le difficoltà ereditate dagli anni precedenti, per quanto riguarda il rispetto degli impegni del Marocco nei confronti dei suoi partner.

Il governo è una strutturazione efficace ed armoniosa che si adatta al Programma e alle priorità. E’ un insieme di competenze qualificate, con attribuzioni dipartimentali ben definite.

Vigilerò dunque affinché la formazione del prossimo governo avvenga in conformità con tali criteri e seguendo una metodologia rigorosa. E non tollererò alcun tentativo di deroga.

In realtà, i Marocchini si aspettano dal prossimo governo che esso sia all’altezza di tale tappa decisiva.

Caro popolo,

Siamo convinti che il consolidamento del processo democratico e di sviluppo e il rafforzamento della nostra politica africana contribuiscano a immunizzare l’unità nazionale e l’integrità territoriale del Paese.

Infatti, le Nostre province del Sud, grazie a Dio, sono forti dell’attaccamento dei loro figli alla loro identità marocchina e al sistema politico del loro Paese.

Ciò si riflette nella loro massiccia partecipazione alle varie scadenze elettorali e nel loro coinvolgimento in totale libertà e responsabilità nella gestione degli affari locali.

Esse sono ambiziose a causa del loro modello di sviluppo e dei progetti che sono stati lanciati.

Queste province possiedono inoltre tutte le potenzialità in termini di sicurezza, stabilità e infrastrutture, che consentono loro di diventare un centro di sviluppo integrato e che agisce nel suo ambiente regionale e continentale, e un asse per la cooperazione economica tra il Marocco e la sua profondità africana.

In effetti, lo sviluppo e la stabilità delle nostre province del Sud sono un impegno storico e una responsabilità nazionale che tutti devono assumersi con impegno e spirito di collaborazione e di solidarietà.

In questa occasione abbiamo un pensiero emozionato e deferente per la memoria dell’Artefice della Marcia Verde, il Nostro Augusto Padre, Sua Maestà il Re Hassan II, che Dio benedica la sua anima, e per quelle dei martiri valorosi della patria.

Rendiamo inoltre omaggio alla mobilitazione costante dei membri delle Nostre Forze Armate Reali, in tutte le loro componenti, sotto il Nostro comando, e alla loro dedizione per la difesa dell’unità e della sovranità del Paese e per preservare la sua sicurezza e la sua stabilità.

Wassalamou alaykoum wa rahmatoullahi wa barakatouh.

Dakar, Discorso di SM il Re Mohammed VI in occasione del 41° anniversario della gloriosa Marcia Verde

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