MAROCCO NEWS

Conferenza sulla Libia: discorso del Ministro

15 novembre 2018

Discorso del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Nasser Bourita, alla conferenza internazionale sulla Libia (Palermo, 13 novembre 2013):

Traduzione non ufficiale

 Signor Presidente del Consiglio,

Signor Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite,

Eccellenza, Signore e Signori,

Prima di tutto, vorrei trasmetterVi i saluti di Sua Maestà il Re Mohammed VI , che segue con la massima attenzione sia gli sviluppi della situazione in Libia sia il nostro SUMMIT.

Sua Maestà il Re ringrazia il governo italiano per questa importante iniziativa. Ci auguriamo davvero che questo incontro possa rilanciare lo spirito di consenso che è prevalso a Skhirat (Marocco).

Desidero inoltre rendere un profondo omaggio agli sforzi sostenuti dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, che sta compiendo sforzi incessanti per stabilizzare la Libia. Il suo ultimo intervento per evitare un bagno di sangue a Tripoli merita tutto il nostro apprezzamento. Sosteniamo fortemente i suoi sforzi.

Eccellenze,

Signore e signori,

In un momento in cui, sfortunatamente, c’è una diffusa impressione di rassegnazione da parte della comunità internazionale di fronte alla stasi della situazione, l’incontro di oggi è opportuno per ricordare che:

- Lo status quo non è un’opzione.

- Le divisioni fratricide che attraversano la Libia non sono una fatalità.

- Il prolungamento del conflitto in questo Paese fratello non è un motivo per accettarlo; al contrario: è anzi una rinnovata motivazione per raddoppiare gli sforzi.

È un’opportunità della comunità internazionale per una mobilitazione collettiva e unita per assumersi pienamente le proprie responsabilità nei confronti della Libia, per la realizzazione dei passi che normalmente dovrebbero portare alla stabilizzazione di questo Paese fratello.

Eccellenza,

Signore e signori,

Dal 2013, e dopo sette iniziative internazionali, quattro emissari delle Nazioni Unite, una ventina di documenti adottati dalle Nazioni Unite e una decina di conferenze internazionali di alto livello, le questioni alla base della crisi libica rimangono invariate:

- Sono dovute a differenze politiche irriducibili?

- A programmi regionali conflittuali?

- O a egoismi personali?

- O ancora a esitazioni della comunità internazionale?

La crisi libica non può essere trasformata in un Sisifo dei tempi moderni. Il costante ritorno al punto di partenza non fa altro che aggravare i conflitti tra le componenti del panorama libico e accresce l’amarezza vissuta dal popolo libico fratello.

La Libia ha bisogno di azioni concrete, coordinate e concomitanti:

- Vorrei sottolineare l’impegno del Marocco per una soluzione politica, consensuale e duratura, che permetta alla Libia di riguadagnare la sua stabilità, nell’ambito della sua unità indivisibile, della sua irrefutabile sovranità e della sua piena integrità territoriale.

L’adozione di una costituzione e di un’architettura istituzionale che corrisponda alle scelte democratiche del popolo è imperativa. È una responsabilità libica. La comunicazione internazionale può nel migliore dei casi sostenere, accompagnare, ma certamente non interferire in un processo, espressione suprema della legittima sovranità.

- L’organizzazione della Conferenza nazionale annunciata dal RSSG è un’opportunità per unire tutti i libici, nessuno escluso, e consolidare il processo politico.

- Il consolidamento del quadro di sicurezza nella capitale Tripoli e la sua estensione all’intero territorio libico; il ruolo del Ministero dell’Interno libico nel rafforzamento delle capacità della polizia nazionale, affinché possa assumersi le proprie responsabilità nella protezione dell’ordine pubblico, e l’adeguamento delle strutture militari unificate sono la pietra angolare per la stabilizzazione del Paese aprendo così la strada alla riconciliazione nazionale.

-Il segmento economico è altrettanto importante in considerazione del suo impatto sulla vita quotidiana del cittadino libico e del fatto che consentirà un’equa distribuzione della ricchezza combattendo in particolare contro la cattiva gestione e le velleità di monopolio mostrate da alcuni partiti libici.

- Cerchiamo di far rivivere lo spirito di Skhirat, quando la comunità internazionale, in una coesione perfetta, ha saputo accompagnare i progressi del dialogo inter-libico.

- Non posso terminare il mio intervento senza rinnovare la disponibilità del Regno a offrire tutta la sua esperienza per sostenere la Libia nel vasto cantiere di costruzione istituzionale, ristrutturazione amministrativa e ricostruzione del Paese.

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