MAROCCO NEWS

Marcia Verde: Discorso SM alla Nazione

7 novembre 2015

(Traduzione non ufficiale)

Dio sia lodato,

Preghiera e salvezza sul Profeta, sulla sua famiglia e sui suoi compagni

Caro popolo,

La commemorazione del 40° anniversario della Marcia Verde non è un evento straordinario o una celebrazione passeggera. E’ piuttosto un punto di svolta nel processo di completamento dell’integrità territoriale del Regno.

In effetti, a seguito dell’epopea di liberazione della terra e del consolidamento della sicurezza e della stabilità, il nostro Paese ha cercato di permettere ai figli del Sahara di godere di una cittadinanza a pieno titolo e delle condizioni per una vita libre e dignitosa.

Oggi, 40 anni dopo, indipendentemente dai vantaggi e dagli svantaggi, vogliamo operare una radicale rottura rispetto al metodo fino ad ora utilizzato per la questione del Sahara: una rottura rispetto all’economia di rendita e dei privilegi e la défaillance dell’iniziativa privata, e una rottura con la mentalità della concentrazione amministrativa.

Perché proprio oggi, 40 anni dopo?

Ebbene, dopo anni di sacrifici e di sforzi politici orientati allo sviluppo, abbiamo raggiunto una certa maturità.

Le condizioni sono ora propizie per l’alba di una nuova era nel processo di consolidamento dell’integrità territoriale, e d’integrazione totale delle nostre province del Sud rispetto della Madre Patria.

La realizzazione del Modello di Sviluppo delle Province del Sud e l’applicazione della regionalizzazione avanzata fanno parte di tale processo.

Caro popolo,

desideriamo fornire tutti i mezzi necessari ai nostri figli delle provincie del Sud, in modo da permettere loro di poter gestire i propri affari e dimostrare di essere in grado di poter sviluppare la loro regione.

Da tempo immemore i Saharawi sono conosciuti come grandi studiosi ed esperti commercianti. Essi si sono sempre guadagnati da vivere con il sudore della fronte ed hanno  sempre vissuto con dignità e orgoglio. Inoltre, nonostante le dure condizioni di vita, non pretendono nessun tipo di assistenza.

Stiamo  parlando dei Saharawi autentici, patrioti sinceri, i quali sono sempre rimasti devoti all’alleanza che è sempre esistita tra i loro antenati ed i Remarocchini.

Per quanto riguarda le poche persone che si lasciano raggirare dalle tesi dei nemici e si impegnano a diffonderle, non c’è posto per loro in mezzo a  noi. Tuttavia la Patria è più indulgente e magnanima verso coloro i quali si pentono e tornano sui proprio passi.

Caro popolo,

l’applicazione del Modello di Sviluppo delle Province del Sud traduce la nostra Fedeltà all’impegno preso con i cittadini nelle nostre Province del Sud per renderle un modello di sviluppo integrato.

Noi vogliamo che questo Modello di Sviluppo serva a suggellare l’integrazione di tali province con la Madre Patria in modo tale da accrescere l’influenza del Sahara e renderla un centro economico e collegamento  tra il Marocco e il suo prolungamento africano.

Per Grazia dell’Onnipotente, abbiamo deciso quindi di radunare tutti i mezzi disponibili per realizzare grandi cantieri e progetti sociali, medici ed educativi nelle regioni di Laayoune-Saqia el-Hamra, Dakhla-Oued Eddahab and Guelmim-Oued Noon.

Per quanto riguarda le infrastrutture, sarà potenziata la rete stradale della regione grazie alla realizzazione di una via rapida conforme alle norme internazionali per collegare Tiznit, Laayoune e Dakhla.

Parallelamente invitiamo il  Governo a riflettere sulla realizzazione, nelle Province del Sud, di un hub aereo per  destinazioni africane.

Una delle nostre ambizioni è quella di vedere una linea ferroviaria che colleghi Tangeri a Lagouria in modo da collegare il Marocco con il resto dell’Africa. Preghiamo affinché Dio ci assista nel trovare i fondi necessari per completare la linea Marrakesh – Lagouira.

Abbiamo anche intenzione di costruire il Grande Porto Atlantico di Dakhla, attuare grandi progetti nel campo dell’energia eolica e solare nel sud e collegare Dakhla con la rete elettrica nazionale.

Uno dei nostri obiettivi è di collegare queste reti ed infrastrutture con i Paesi Africani, contribuendo quindi al loro sviluppo.

Mi rendo conto che, ovviamente, le infrastrutture di per sé non possono da sole migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Siamo quindi desiderosi di proseguire sulla strada del processo di sviluppo economico e far sì che tale processo sia accompagnato anche da un progetto di sviluppo umano.

A tal proposito, ribadiamo la necessità di continuare a far investire le entrate derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali a favore degli abitanti della regione, in concertazione con questi e a loro beneficio.

E’ in tale ottica che abbiamo deciso di realizzare una serie di progetti volti all’utilizzo e alla promozione delle risorse e dei prodotti locali. Si tratta ad esempio della realizzazione del grande progetto di dissalazione dell’acqua di mare a Dakhla e della creazione di zone industriali e strutture a Laayoune, Marsa e Boujdour.

Desideriamo anche rafforzare queste iniziative, ponendo in essere un quadro giuridico favorevole agli investimenti, un sistema nel quale le condizioni di trasparenza e competitività  per lo sviluppo della regione siano garantite agli investitori del settore privato nazionali e stranieri.

Inoltre verrà creato un fondo di sviluppo economico volto all’espansione del tessuto economico, al sostegno delle imprese e dell’economia sociale e ad assicurare l’impiego e un reddito stabile, soprattutto per i giovani.

Caro popolo,

Quel che conta di più per noi è di far sì che sia salvaguardata la dignità dei figli del Sahara – particolarmente quella delle giovani generazioni – e rinforzare l’amore per il loro Paese ed il loro attaccamento alla Madre Patria.

Per questo abbiamo chiesto al governo di rivedere il sistema di assistenza sociale in modo da renderlo più trasparente ed equo, in linea con i principi di uguaglianza e di giustizia sociale richiesti dalla maggior parte dei segmenti delle popolazioni interessate.

Inoltre, considerato il posto speciale che la cultura Hassani ha nella coscienza collettiva dei figli del Sahara, ci adoperiamo per rafforzare i meccanismi necessari alla conservazione e sensibilizzazione a favore del patrimonio saharawi, in particolare con la costruzione di teatri, musei e centri culturali nella parte meridionale del Paese.

Per quanto riguarda i diritti umani il Marocco è riuscito, grazie all’aiuto di Dio, a sventare i piani dei nostri nemici attraverso la mobilitazione collettiva, la governance e l’apertura verso gli attori della società civile.

Inoltre, il Consiglio Nazionale dei Diritti Umani, con le sue commissioni regionali, in quanto istituzione costituzionale per la difesa e la protezione dei diritti e delle libertà, s’impegna con la massima indipendenza, a trattare ogni abuso, nel quadro del dialogo e della cooperazione con le autorità pubbliche, le organizzazioni associative e i cittadini.

Caro popolo,

L’attuazione della regionalizzazione avanzata rafforza la credibilità del Marocco e dimostra come il nostro Paese rispetti i propri impegni.

Come ho affermato nel mio discorso al Parlamento, la Legittimità democratica e popolare che essi hanno acquisito, fa degli eletti i veri rappresentanti delle popolazioni delle provincie del Sud dinanzi alle istituzioni nazionali così come verso la comunità internazionale.

Per illustrare come le province del Sud siano al centro dell’attuazione della regionalizzazione avanzata, è prevista la messa a punto di una serie di contratti-programma tra lo Stato e le regioni per determinare gli obblighi di ciascuna parte in materia di esecuzione dei progetti di sviluppo.

Invitiamo quindi il governo ad attivare la realizzazione delle disposizioni giuridiche relative al trasferimento delle competenze dal centro verso queste regioni, e a sostenere queste,  tramite il trasferimento di risorse umane qualificate e risorse materiali necessarie, al fine di replicare l’esperienza nelle altre regioni del Regno.

Dobbiamo anche accelerare la preparazione di una vera e propria Carta per il decentramento amministrativo che conferisca ai servizi regionali le prerogative necessarie per assicurare la gestione degli affari delle regioni  a livello locale.

A tal riguardo insistiamo sulla necessità di coinvolgere le popolazioni, assicurando spazi e meccanismi  permanenti per il dialogo e la consultazione, in modo tale che i cittadini possano pienamente sottoscrivere i programmi ed essere coinvolti nella loro attuazione.

In questo modo poniamo gli abitanti delle nostre province del Sud ed i loro rappresentanti di fronte alle loro responsabilità, ora che abbiamo assicurato loro i meccanismi istituzionali e di sviluppo per gestire i loro affari e rispondere ai loro bisogni.

Caro popolo,

Quando il Marocco fa una promessa,la mantiene sia con le parole che con i fatti.  Il nostro Paese si impegna solo rispetto a quanto può onorare.

Pertanto, vogliamo lanciare un messaggio al mondo: A differenza di altri, noi, in Marocco, non utilizziamo slogan vuoti né vendiamo illusioni. Invece, quando prendiamo degli impegni, lo rispettiamo e controlliamo che sia concretizzato effettivamente.

- Il Marocco ha promesso d’applicare la regionalizzazione avanzata. Oggi, la regionalizzazione avanzata è una realtà tangibile, con le sue istituzioni e le sue rispettive attribuzioni.

- Il Marocco ha promesso la Democrazia e si è impegnato per consentire agli abitanti delle sue province meridionali di gestire i loro affari locali. Oggi questa popolazione sceglie i suoi rappresentanti e partecipa alle istituzioni locali in piena libertà e responsabilità.

- Il Marocco ha anche promesso un modello di sviluppo specifico per le sue province meridionali. Oggi, ne abbiamo lanciato le basi strutturanti e i progetti generatori di ricchezza e posti di lavoro.

- Il Marocco si è impegnato a garantire la sicurezza e la stabilità. Oggi, il Sahara marocchino è una delle  zone più sicure nella regione del Sahel e del Sahara.

- Oggi il Marocco si impegna a fare del Sahara marocchino un centro di scambio e un asse di comunicazione  con i Paesi dell’Africa sub-sahariana ed a costruire le infrastrutture necessarie a tale scopo. E ancora una volta, il nostro Paese onorerà il suo impegno, con grande rammarico dei suoi nemici.

Invece le popolazioni a Tindouf, in Algeria, continuano a soffrire la povertà, la desolazione e, la privazione e a sopportare la sistematica violazione dei loro diritti fondamentali.

Questo porta ad chiedersi legittimamente: – Dove sono andate a  finire le centinaia di milioni di euro stanziati sottoforma di aiuti umanitari che superano i 60 milioni di euro all’anno, senza contare i miliardi stanziati per gli armamenti e per il sostegno della macchina propagandistica e di repressione utilizzati dai separatisti? – Come spiegare il fatto che i leader separatisti dispongano di una ricchezza così ostentata, con beni immobiliari e conti e fondi bancari in Europa e America Latina? – Perché l’Algeria non ha fatto nulla per migliorare le condizioni di vita degli abitanti del campo di Tindouf, stimata, al massimo, in 40.000 individui – cioè l’equivalente della popolazione di un quartiere di medie dimensioni di Algeri?

Questo significa che per quarant’anni non poteva – o non voleva – costruire 6.000 unità abitative per salvaguardare la loro dignità. Ciò equivale a una media di 150 unità abitative all’anno.

Perché l’Algeria – che ha speso miliardi nella sua crociata militare e diplomatica contro il Marocco – lascia che gli abitanti di Tindouf vivano in tali disumane e spaventose condizioni?

La storia giudicherà coloro i quali hanno trasformato i liberi e rispettabili figli del Sahara in mendicanti di aiuti umanitari.

Essa ricorderà che hanno sfruttato la tragedia di un gruppo tra le donne e i figli del Sahara, trasformandoli in bottino di guerra, in un fondo di commercio illegittimo e in un mezzo di lotta diplomatica.

Chiedo alla gente nei campi di Tindouf: Siete soddisfatti delle drammatiche condizioni in cui vivete? Le madri accettano la disperazione e la frustrazione dei loro figli, i quali non hanno orizzonte o futuro al quale guardare?

Rigetto questa situazione disumana che vi viene imposta. Ma se vi sta bene, dovete prendervela solo con voi stessi, vedendo il Marocco che assicura lo sviluppo delle sue province meridionali, e crea per i suoi abitanti le condizioni per una vita libera e dignitosa.

Caro popolo,

La questione del Sahara non è il primo problema che il Marocco ha dovuto affrontare nella sua storia. Ha già conosciuto i giorni della SIBA e de l’anarchia e vissuto sotto il Protettorato e l’Occupazione. Ha anche sperimentato lotte e contese del periodo post indipendenza per costruire lo Stato moderno.

Ogni qual volta che si trova ad affrontare una situazione difficile, il Marocco ne esce sempre fuori forte e unito, a testa alta. Questo perché i marocchini credono profondamente nel loro destino comune, nella difesa dei valori sacri del Paese e della sua integrità territoriale e nella forte simbiosi che li unisce al loro Trono.

Intraprendendo l’applicazione di questa regionalizzazione e di questo modello di sviluppo, il Marocco intende aumentare le possibilità di trovare una soluzione definitiva all’artificiale controversia sulla nostra integrità territoriale.

Proprio perché ritiene che la sua sia una giusta Causa, il Marocco nel 2007 ha risposto positivamente all’appello della comunità internazionale per presentare delle proposte per trovare una via d’uscita all’impasse in cui ormai si trova la situazione.

Pertanto, abbiamo proposto l’iniziativa d’autonomia per le province del Sud, la quale è stata giudicata seria e credibile dalla comunità internazionale.

Come ho sottolineato lo scorso anno nel mio discorso per commemorare l’anniversario della Marcia Verde, l’Iniziativa è il massimo che il Marocco possa offrire. La sua attuazione dipende dal raggiungimento imperativo di una soluzione politica definitiva nel quadro  delle Nazioni Unite.

Coloro che si aspettano una qualsiasi altra concessione da parte del Marocco, si illudono. Poiché il Marocco ha dato tutto. Ha dato la vita dei suoi figli per difendere il Sahara.

Dobbiamo dare ancora di più, come auspicato da alcune organizzazioni internazionali e non governative?

Sappiamo cosa c’è dietro queste posizioni ostili che vogliono dividere il Paese. Sappiamo anche che queste organizzazioni non hanno il diritto di immischiarsi negli affari del Marocco.

E’ lo stesso principio che disciplina la nostra relazione con alcune cerchie all’interno di OI, che ignorano la storia del Marocco, e che cercano di presentare delle concezioni lontane dalla realtà in quanto ideate in uffici ovattati che si presentano come altrettante proposte per la risoluzione della controversia regionale sulla “marocchinità” del Sahara.

Il Marocco rifiuta qualsiasi azione dalle conseguenze incerte potenzialmente pericolose, o qualsiasi altra proposta vuota che non servirebbe ad altro che ad annientare la dinamica positiva innescata dall’Iniziativa d’autonomia.

Il Marocco si opporrà anche alle campagne ostili contro i prodotti economici marocchini, con lo stesso senso di sacrificio e lo stesso impegno dimostrati nei settori politico e di sicurezza per difendere la sua unità e i suoi valori sacri.

Quanto a coloro i quali vogliono boicottare i nostri prodotti, con palese violazione del diritto internazionale, sono liberi di farlo. Tuttavia, essi dovranno farsi carico delle conseguenze delle loro decisioni.

Il Marocco ha il diritto di aprire la porta ai suoi partner, Stati e aziende mondiali,  per approfittare delle  opportunità di investimento offerte dalla regione, grazie ai grandi progetti che saranno lanciati.

Visto che non facciamo alcuna distinzione tra le regioni del Nord e quelle del Sud del Paese,  per noi non c’è differenza tra i pomodori di Agadir e quelli di Dakhla, tra le sardine da Larache e quelle provenienti da Boujdour, tra il fosfato di Khouribga e quello di Boucraa, anche se quest’ultimo rappresenta meno del 2% delle riserve nazionali di questa risorsa, come confermato dai dati universalmente riconosciuti.

Con la stessa fermezza e lo stesso rigore, il Marocco fronteggerà tutti i tentativi miranti a mettere in dubbio lo status giuridico del Sahara marocchino e a contestare il pieno esercizio da parte del nostro Paese dei suoi poteri sul suo territorio, tanto nelle province del Sud, che nel nord.

Questo significa che noi tutti dobbiamo raddoppiare gli sforzi e rimanere vigili e mobilitati per far conoscere la nostra giusta Causa e il progresso di cui gode il nostro Paese, e contrastare le manovre degli avversari.

Caro popolo,

E’ nostro dovere collettivo promuovere lo sviluppo nelle nostre province del Sud, salvaguardare la dignità dei loro abitanti e difendere l’integrità territoriale del Paese, in linea con lo stesso spirito d’impegno e di sacrificio che ha caratterizzato la Marcia Verde.

E’ il miglior segno di fedeltà alla memoria dell’artigiano di questa epopea, il Nostro venerato Padre, Sua Maestà il Re Hassan II – che Dio abbia la Sia anima – e alla memoria dei valenti martiri della patria.

Wassalamu alaikum warahmatullah wabarakatuh.

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