MAROCCO NEWS

Giornata mondiale delle donne

8 marzo 2018

Marocco, 08/03/2018. La situazione delle donne in Marocco ha compiuto negli ultimi anni significativi progressi sulla scia di numerose conquiste a livello costituzionale, legislativo, politico e giuridico che rendono il Regno un modello unico nella regione araba e africana. Tuttavia, questo processo deve affrontare molte difficoltà nel perseguimento dei valori di uguaglianza e parità e promozione dei diritti sociali ed economici delle donne.

La presenza significativa di donne marocchine sulle scene politiche e istituzionali nazionali le ha rese una fonte di influenza a livello regionale e continentale. Tale presenza non risparmia alcuna area di attività o livello di responsabilità nel governo, nel Parlamento, nella giustizia o nella diplomazia, comprese quelle professioni che sono da lungo tempo considerate riservate agli uomini, come la professione di adoul, ora accessibile alle donne in seguito a una recente decisione reale.

Inoltre, disposizioni costituzionali chiare vietano ogni forma di discriminazione contro le donne e stabiliscono l’uguaglianza tra i sessi nei diritti civili, politici, economici, sociali, culturali e ambientali.

Allo stesso modo, la necessità di istituire un organo di parità per combattere contro tutte le forme di discriminazione interviene a rafforzare i diritti delle donne marocchine e ad aprire nuove prospettive dopo le importanti riforme legislative e giuridiche intraprese dal Regno negli ultimi anni, in particolare il Codice della Famiglia e l’approvazione del Protocollo opzionale alla Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, oltre al Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici.

Le conquiste legislative per le donne sono state rafforzate dalla recente ratifica del disegno di legge sulla lotta alla violenza contro le donne, una delle pressanti richieste degli attivisti per i diritti umani in generale e dei movimenti femministi in particolare.

L’adozione di questo disegno di legge arriva in particolare dopo che i social network e i media hanno segnalato un aumento dei casi di violenza contro le donne.

Vi sono anche altre iniziative faro intraprese negli ultimi anni, quali quelle relative agli emendamenti alla legge sulla cittadinanza che garantisce la piena uguaglianza tra uomini e donne nel trasferimento della nazionalità marocchina ai bambini nati da matrimoni misti.

Inoltre, la rappresentatività politica delle donne, uno degli aspetti distinti dell’esperienza marocchina nel campo dell’emancipazione politica delle donne, ha permesso di intraprendere una serie di misure legislative per aumentare la presenza e la rappresentatività delle donne nelle istituzioni elette a livello nazionale, regionale e locale.

Pertanto, 60 seggi sono assegnati alle donne nell’ambito della lista nazionale riservata alla Camera dei Rappresentanti, mentre il principio di rotazione tra i due sessi è stato messo in atto per le liste di candidati presentate dagli elettori rappresentati alla Camera dei Consiglieri.

Vale anche la pena menzionare in questo senso la modifica delle leggi organiche sull’elezione dei membri dei consigli delle collettività territoriali attraverso la prenotazione di almeno un terzo dei seggi alle donne in ciascun distretto elettorale, consentendo un notevole aumento di rappresentatività delle donne nelle ultime elezioni comunali e regionali, per raggiungere 6.673 seggi per le donne, il doppio rispetto alle elezioni comunali del 2009.

La presenza delle donne alla Camera dei Rappresentanti è cresciuta costantemente dal 1993, passando da una rappresentanza limitata di soli due seggi a 35 nelle elezioni del 2002 e 34 nelle elezioni del 2007, prima di raggiungere 67 seggi nel 2011 e 81 nelle elezioni legislative del 2016, mentre 13 donne su 120 membri siedono attualmente nella Camera dei Consiglieri.

Tuttavia, questi risultati restano al di sotto delle aspettative degli attori della società civile e delle associazioni femministe, che sottolineano la bassa rappresentanza politica delle donne, in particolare nella Camera dei Consiglieri, a livello regionale e locale, nonché il loro accesso limitato alle posizioni di responsabilità, poiché nessuna donna è a capo delle 12 regioni e solo cinque donne sono state elette presidenti di consigli comunali.

Questo stato delle cose  pone molte sfide nella promozione dei diritti delle donne e nel riconoscimento della parità e della loro leadership sociale di fronte alla quasi totale assenza di donne nella direzione dei partiti politici e dei centri sindacali (con l’eccezione di due donne leader dei rispettivi partiti), oltre alle sfide legate al ritardo nell’attuazione dei testi giuridici relativi alla creazione dell’organo ad hoc sulla parità e l’equità tra i due sessi e la lotta contro tutte le forme di discriminazione, così come il Consiglio consultivo per la famiglia e l’infanzia.

Il lavoro sull’aspetto culturale associato agli stereotipi dedicati a una vasta parte della società è ancora limitato a causa del peso dei pregiudizi, ostruendo così la dinamica di sviluppo della società e ostacolando la consacrazione dei valori di uguaglianza e parità sul terreno.

Tra le principali sfide nel processo di rafforzamento dei diritti delle donne c’è la promozione dei loro diritti socio-economici, tenendo conto della povertà e della vulnerabilità di molte donne, in particolare nelle aree rurali, montane e semi-urbane.

A questo proposito, l’iniziativa nazionale per lo sviluppo umano (INDH) ha svolto un ruolo importante nella lotta contro la vulnerabilità e la povertà delle donne, con risultati convincenti, anche se c’è ancora un grosso deficit da colmare in questo ambito.

8 mars maroc 2018

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