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Il Ministro degli Esteri ha partecipato alla Conferenza Internazionale su Sviluppo e Migrazioni

24 luglio 2023

Il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini residenti all’Estero, Sig. Nasser Bourita, ha partecipato il 23 luglio 2023 a Roma a una Conferenza Internazionale su Sviluppo e Migrazioni organizzata su iniziativa del Governo italiano, sul tema ”Impegni e soluzioni comuni per il Mediterraneo e l’Africa”.

Durante questa Conferenza Internazionale, presieduta dal Primo Ministro italiano, la signora Giorgia Meloni, il signor Bourita ha tenuto un discorso evidenziando i fondamenti della visione Reale sulla questione della migrazione. “Il Marocco ha fatto parte di tutti i dibattiti sulla migrazione”, ha affermato il Ministro.

“SM Il Re Mohammed VI è leader dell’UA sulla questione della migrazione”, ha sottolineato il Ministro, osservando che la visione del sovrano sulla migrazione è contenuta nell’Agenda africana per la migrazione e incarnata dalla creazione dell’Osservatorio africano sulla migrazione.

Depositario morale del Global Compact on Safe, Orderly and Regular Migration (Patto di Marrakech), il Marocco pone l’essere umano al centro dell’equazione migratoria, ha affermato il ministro, osservando che la visione del Regno considera che “un approccio umano non è incompatibile con una governance razionale”.

Lo sguardo del Marocco è rivolto anche all’Africa, ha proseguito, indicando che consiste nel rifiutare la discrepanza tra la percezione della migrazione e il suo peso.

La migrazione africana avviene prima in Africa, ha osservato, invitando a considerare la migrazione per quello che è. Secondo il Ministro, “la migrazione non è né un peso insopportabile né una ricchezza assoluta, ma può essere un catalizzatore per lo sviluppo”.

Ha insistito anche sull’imperativo di “non cedere alle passioni e alle tentazioni di discorsi semplicistici, stereotipati e sommari”.

In questo senso, “il Marocco ritiene che ogni sicurezza sia un errore di giudizio. La migrazione non può essere regolata senza il sostegno per garantire percorsi legali per la mobilità umana e una lotta risoluta contro le reti di traffico umano e di migranti, senza confondere i criminali con le vittime”, ha aggiunto il Ministro.

Pertanto, il Ministro ha espresso la disponibilità del Marocco a contribuire al processo di Roma, invitando a porre domande sui motivi dell’inefficacia dei partenariati esistenti prima di intraprendere una nuova iniziativa.

La vera debolezza dei partenariati passati è che non sono stati sufficientemente applicati, ha affermato, osservando che sarebbe necessario “concordare chiaramente sul posto dei nostri impegni multilaterali, in particolare i nostri impegni in relazione al Patto di Marrakech, adottato nel quadro delle Nazioni Unite”.

“Dobbiamo abbandonare la tentazione di attribuire una responsabilità sproporzionata all’Africa quando l’80% dei flussi migratori avviene in Africa stessa”, ha affermato il Ministro.

” Nessun paese può fare la propria parte da solo”, ha sottolineato, mettendo in guardia contro l’esternalizzazione della gestione della migrazione e dell’esternalizzazione dei confini.

Secondo il Ministro, i paesi di transito non dovrebbero essere scelti ingiustamente. “Dare questo peso a questi Paesi sarebbe l’antitesi della corresponsabilità”, ha sottolineato, ricordando che “la corresponsabilità consiste anche in partenariati equilibrati, che privilegiano un trattamento alla pari, perché l’Africa non è alla ricerca di aiuti, è alla ricerca di partner”.

“Ci rammarichiamo anche che tutti si stiano affrettando a trovare soluzioni alla migrazione irregolare, ma che nessuno pensi a rafforzare la migrazione regolare”, ha affermato, rilevando che ci sono “concetti il ​​cui significato e modalità pratiche di attuazione ci sembrano inadeguati e controproducenti in relazione alla natura cooperativa che questo processo mira a costruire”.

Il Marocco è pronto a contribuire a questo processo, in conformità con la sua legislazione nazionale, i suoi impegni internazionali e regionali, a condizione che il processo di Roma possa integrare gli altri processi regionali esistenti e apportare un valore aggiunto tenendo conto delle esigenze e delle specificità di ciascun paese, ha affermato il ministro, sottolineando che il processo di Roma può far parte del quadro generale del quadro di riferimento esistente in materia di migrazione e in particolare del Patto di Marrakech.

Inoltre, il Sig. Bourita ha ritenuto che il legame tra migrazione internazionale e sviluppo meriti di essere ripensato secondo un approccio basato sul potenziale e non sul rischio, trasmettendo un messaggio di solidarietà, responsabilità condivisa e umanità.