MAROCCO NEWS

Marocco-Italia sul diritto comparato

30 ottobre 2017

Roma, 28/10/2017 – Una seconda conferenza marocco-italiana sul diritto comparato si è tenuta venerdì a Roma, con la partecipazione di giuristi marocchini e italiani. In tale occasione, l’accento è stato posto sulla legge che disciplina la kafala (“presa in carico”) in Marocco e le eventuali lacune in grado di avere un impatto negativo sulla condizione in cui versano i bambini privi delle famiglie.

Jamila Ouhayda, docente presso la Facoltà di Giurisprudenza di Rabat ha ricordato che il concetto di kafala come sancito dalla legge islamica è stato riconosciuto dai trattati internazionali, in particolare dalla Convenzione sui diritti del fanciullo (20 novembre 1989) e dalla Convenzione dell’Aia del 19 ottobre 1996. Nonostante ciò – ha sottolineato la professoressa – magistrati ma anche avvocati italiani tendono a confondere tale procedura islamica con alcune disposizioni in vigore in Italia, con un evidente impatto negativo sui bambini provenienti da Paesi come il Marocco.

Da parte sua, l’avvocato Zhor Al-Horr ha posto l’accento sulla mancanza di meccanismi di comunicazione e coordinamento tra i due Paesi nonostante il loro status di firmatari della Convenzione dell’Aia.

Il magistrato italiano Elisabeth Rossi ha ritenuto che il sistema per la protezione dei minori in condizioni difficili dovrebbe prendere in considerazione la custodia o la Kafala come riconosciute dal diritto internazionale. Tale questione resta, secondo il magistrato, al centro dei dibattiti soprattutto quando diverse parti chiedono la “presa in carico” del bambino, che rimane esposto a molti rischi e a varie forme di sfruttamento.

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