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Sahara marocchino: i paesi caraibici riaffermano il sostegno all’iniziativa di autonomia

25 ottobre 2020

Nazioni Unite (New York) -24/10/2020. Dominica, Santa Lucia e Antigua e Barbuda hanno riaffermato, dinanzi al Quarto Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il loro sostegno al processo politico delle tavole rotonde sul tema del Sahara marocchino e l’iniziativa di autonomia presentata dal Marocco come soluzione a questa disputa regionale.

“La mia delegazione dà il suo pieno sostegno all’iniziativa sull’autonomia del Marocco, che è una proposta seria e credibile”, ha detto venerdì alla Commissione l’Ambasciatrice rappresentante permanente della Dominica presso l’Onu Loreen Bannis-Roberts.

Ha accolto con favore l’adozione della risoluzione 2494 del Consiglio di sicurezza del 30 ottobre 2019, che richiede una soluzione politica realistica, pragmatica e duratura basata sul compromesso a questa controversia regionale.

“Questa risoluzione sostiene pienamente il processo della tavola rotonda e la mia delegazione esorta il prossimo Inviato personale del Segretario generale a continuare questo processo avviato dall’ex Inviato personale, il Sig. Horst Köhler”, ha detto Bannis-Roberts.

Ha inoltre accolto con favore la partecipazione di rappresentanti eletti del Sahara marocchino ai seminari regionali del C24, considerando che la partecipazione di rappresentanti eletti del Sahara marocchino alle due tavole rotonde a Ginevra come parte del processo politico è “un passo importante che consente loro essere pienamente coinvolti sia nella vita quotidiana sul campo che nel processo politico ”.

L’Ambasciatrice, tuttavia, ha dichiarato che il suo Paese resta “preoccupato per la situazione delle popolazioni nei campi di Tindouf”, sottolineando l’urgente necessità di procedere alla loro registrazione in conformità al diritto internazionale umanitario, mandato dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per profughi, alle raccomandazioni del Segretario generale delle Nazioni Unite e a tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dal 2011, inclusa la risoluzione 2494 ″.

“La Dominica è convinta che la risoluzione di questa controversia regionale contribuirà a rafforzare la stabilità e la sicurezza nella regione Sahelo-Sahariana, che attualmente si trova ad affrontare minacce alla sicurezza considerevoli e crescenti legate al terrorismo, alla criminalità organizzata transnazionale e ai diritti umani”, ha concluso.

Da parte sua, l’Ambasciatore Rappresentante Permanente di Santa Lucia all’Onu, Cosmos Richardson, ha ribadito dinanzi al Quarto Comitato la posizione del suo Paese a favore di una soluzione politica di compromesso alla disputa regionale sul Sahara marocchino.

“Santa Lucia ribadisce il suo sostegno a una soluzione giusta e reciprocamente accettabile tra le parti, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza, attraverso il dialogo multilaterale”, ha sottolineato l’Ambasciatore.

“La mia delegazione sostiene gli sforzi del Segretario Generale per facilitare il processo politico in corso e accoglie con favore anche la risoluzione 2494 del Consiglio di sicurezza”, ha aggiunto Cosmos, ricordando che questa risoluzione insiste su una “soluzione politica realistica, pragmatica e duratura” a questa controversia regionale.

L’Ambasciatore di Santa Lucia ha voluto anche salutare l’impegno del Marocco per la risoluzione di questa controversia, “come testimoniano le diverse iniziative intraprese dal Regno, in particolare nella lotta alla pandemia del COVID-19 “.

Da parte sua, il l’Ambasciatore Rappresentante Permanente  di Antigua e Barbuda presso le Nazioni Unite, Walton Webson, ha espresso il “sostegno incrollabile” del suo paese per il processo politico in corso, sostenuto dal Consiglio di sicurezza dal 2007 e che mira a raggiungere una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile, basata sul compromesso alla controversia regionale sul Sahara marocchino, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza, compresa la 2494.

“Accogliamo con favore il nuovo impulso dato al processo politico dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, in particolare lo svolgimento di tavole rotonde a Ginevra che hanno riunito tutte le parti interessate”, vale a dire Marocco, Algeria, Mauritania e il “Polisario”, ha detto, mentre invita le parti “a restare impegnate nel quadro del processo politico dell’Onu fino alla sua conclusione”.

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